Siamo un gruppo di persone provenienti da diverse ere ed aree del mondo dello spettacolo e ci siamo incontrati lavorando nel giardino di un teatro, non perché condannati a prestare ore di servizio sociale, ma perché il teatro, in cui ognuno per conto suo svolgeva il suo ruolo professionale, si trova all’interno di un parco. Meglio resistere e costruire insieme che da soli, ci siamo detti, e abbiamo unito due compagnie teatrali, Malalingua e TiConZero, e un altro pò di forze in un progetto nuovo.

In un generico elemento circuitale in cui confluisce una corrente I e ai cui capi vi è una differenza di potenziale pari a V la potenza elettrica (P) fornita: P=VI viene trasformata in energia termica o in altre forme di energia.

Ispirandosi a questo principio EffettoJoule persegue produzione di spettacoli, formazione, divulgazione culturale e creazione di comunità.

Il teatro è il nostro strumento.

The MoonTalker

55 minuti e 20 secondi

Di e con
Valeriano SolfitiEmiliano Valente
Aiuto Regia
Valerio Bucci
Disegno Luci
Dario Aggioli


Un timer scandisce lo scorrere del tempo, una convenzione che attori e pubblico accettano sin dall’inizio. Due storie si intrecciano, non seguendo una linearità temporale. Un padre si accorge di come sia sua figlia a scandire i ritmi e  i tempi del suo incedere. Un figlio davanti al padre morente si accorge di come il tempo finisca. Due attori quarantenni si trovano esattamente al centro, spinti da due poli, bambini da una parte che chiedono di poter vivere un'esistenza migliore, e sono fiduciosi perché davanti hanno tutto il tempo del mondo, chi invecchia  e sta per spegnersi dall’altro che ti ricorda che non hai altro tempo, che l'attesa è terminata. Si è padri e  si è figli, si è la sintesi del ciclo. Si avvertono le responsabilità ma non si riesce a reagire, ci si paralizza. Cosa c’entra il tempo con le nostre vite? Perché quella che riconosciamo come una convenzione condiziona così categoricamente il nostro incedere? Siamo davvero padroni del nostro tempo? Nello scorrere del timer i due attori si domandano cosa sia il finito e cosa non lo sia, cosa appartenga al presente e cosa no.

 

XX è finita la guerra

di e con
Valerio Bucci e Giulio Ricci

“Nel Novecento ci siamo nati per sbaglio, siamo l’ultima generazione a poter ascoltare gli eventi accaduti nel XX secolo raccontati da fonti dirette”.

Per due ragazzi nati poco prima dell’anno 2000, il XX secolo non può che sembrare una storia inventata; le storie che vengono loro raccontate dai genitori, dai nonni non possono che sembrare lontanissime dalla realtà che sono abituati a vivere: un bambino che è nato nella guerra e che ricerca la pace a tutti i costi, un ragazzo che è nato nella pace ma che nella rivoluzione tende inesorabilmente alla guerra.
Attraverso questi racconti i personaggi leggono la complessa e intricata trama del Novecento, il secolo delle guerre, dei totalitarismi, della violenza ma soprattutto il secolo della fondazione della pace, almeno tra le maggiori potenze del pianeta. Una pace coatta, basata sulla bomba atomica, sull’enorme potenziale distruttivo degli stati politicamente prevalenti, una pace fittizia, fondata sulla guerra.

XX - E’ finita la guerra è uno spettacolo che affronta i temi dell’inadeguatezza al nostro secolo, della guerra, della pace attraverso il racconto del Novecento, ripercorrendo alcuni principali eventi del secolo da un punto di vista particolare, soggettivo e allo stesso tempo universale.

Giulio Ricci (nato a Roma, 8 Ottobre 1999) è un giovane attore romano. Fin da giovanissimo si appassiona al teatro frequentando fin dall’età di quattro anni laboratori teatrali, il che lo porta a fondare nel 2014 il Collettivo Teatrale Peter Pan, con il quale porta in scena come interprete due spettacoli: “Peter Pan” (2016) e “Sei Personaggi” (2017). Nel 2018, nella residenza artistica presso il Teatro Villa Pamphilj (Teatro di Roma), lavora ad un nuovo progetto “XX - E’ finita la guerra” che debutta in forma di studio a Giugno dello stesso anno.

Valerio Bucci (nato a Roma, 28 Marzo 1997) è un attore, regista, autore ed educatore teatrale. Dal 2014 lavora all’interno del Collettivo Teatrale Peter Pan con il quale cura la regia di due spettacoli “Peter Pan” (2016) e “Sei Personaggi” (2017). Dal 2015 lavora al Teatro Verde di Roma con il quale svolge il ruolo di animatore,
conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi, è aiuto-regista per alcune produzioni ed è attore e burattinaio in alcuni spettacoli di teatro ragazzi. Nel 2017 entra a far parte dell’associazione Effetto Joule con la quale cura la rassegna “Science Fiction” e fa da aiuto-regia allo spettacolo “55 minuti e 20 secondi” (2017) che segue anche come tecnico.


Science Fiction

Science Fiction - La Scienza a Teatro è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati, attori, insegnati e operatori culturali per sdoganare la scienza dall’idea di essere argomento solo per tecnici, affrontata dal resto del mondo in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita in qualche notizia sensazionalistica recepita dai giornali. Si tratta di un ciclo di incontri teatrali a tema scientifico e matematico, una modalità di comunicazione per rendere accessibile a chiunque temi e concetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti, umanistici, letterari, e anche poetici o comici.

Dietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili, sogni, visioni inimmaginabili, iperboli, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite, le vite di tutta l’umanità, generando scoperte, rivoluzioni e progresso.
Queste storie meritano di essere raccontate, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare, nella formula più semplice e arcaica, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti che trovano una sintesi comune: un racconto. Science Fiction ha all’attivo due stagioni(2017/2018) che si sono svolte presso il Teatro Villa Pamphilj di Roma (TIC – Teatri inComune/Teatro di Roma).

Il progetto è curato dal gruppo Effetto Joule con la collaborazione del fisico-matematico Enrico Ferraro.

 

Enrico Ferraro, laureato in fisica e con un dottorato in bioinformatica, insegna attualmente matematica in un liceo classico di Roma. Si interessa di didattica, divulgazione scientifica e di sviluppo del pensiero umano, dalla nascita all’età adulta, compartecipando nella presidenza dell’associazione di volontariato AGAVE per la tutela e promozione della salute mentale e del benessere delle persone.  

 

 

 

 


CICLI DI INCONTRI


 

L’ombra di Talete
Nel 585 a.e.v. (ante era vulgarem) la Luna si frappose tra il Sole e la Terra e in un attimo il giorno divenne notte: in quell’attimo la battaglia tra i guerrieri Lidi e i cavalieri Medi s’interruppe bruscamente e i due eserciti cessarono di combattere.
Talete predisse agli Ioni l’arrivo di quell’ombra di Luna. Ed è sempre con un’ombra che egli sbalordì i sacerdoti egizi misurando l’inaccessibile altezza della piramide di Cheope. In quelle ombre Talete seppe osservare qualcosa d’invisibile ai più, forse qualcosa che è realmente invisibile e che si può solo immaginare.
Lo spettacolo è una narrazione condotta da un matematico che a partire da esperienze di vita personali e professionali, ripercorre la vicenda che ha portato Talete a “vedere” attraverso l’ombra “tutti i triangoli del mondo”.
Il matematico-attore si avvale degli strumenti teatrali (luci, suggestioni visive, oggetti di scena, musiche) per creare una narrazione coinvolgente e affascinante, che tocca e racconta concetti concreti e astratti, e restituisce non solo l’insieme accessibile a un pubblico non esperto, ma, attraverso i meccanismi di invenzione e suggestione propri del teatro, rende comprensibile e appassionante l’argomento.


 

Boltzmann e l’entropia
Tutto tende al disordine, le molecole dei gas, le pulci nel pelo dei cani, la camera da letto di un adolescente, le carte mischiate, le pagine di un libro lanciate in aria, un sistema politico, la vita di una coppia, la vita stessa. Ma il disordine è un concetto poi così negativo? E come si misura? E in che senso è irreversibile?
Provano a spiegarlo in scena il professor Enrico Ferraro e il gruppo Effetto Joule, innamorati della figura di Ludwig Boltzmann, genio triste e incompreso che alla fine dell’Ottocento ha perfezionato il concetto di Entropia emerso negli studi di termodinamica, introducendo il parametro della probabilità in fisica. E’ una vera rivoluzione e l’inizio della fine della Scienza Esatta?
Un professore, partendo dal contrasto tra reversibilità e irreversibilità ripercorre le tappe che hanno portato Boltzmann alla formula dell’Entropia.
Sul palco con lui un gruppo di attori traslano il concetto fisico su un piano sociale, quotidiano e umano e utilizzano espedienti scenografici per raccontare il concetto statistico di entropia teorizzato da Boltzmann oltre a proiezioni, suggestioni visive e olfattive. Attraverso i meccanismi di invenzione e suggestione propri del teatro, viene restituito un argomento di per sé molto complesso in una forma più accessibile anche a un pubblico non esperto.


 

Effetto Terra - Gestione dell’energia e cambiamenti climatici
In corso di realizzazione con la collaborazione di Andrea Motroni, agrometeorologo, responsabile dell’educazione ambientale dell’Arpas Sardegna.

Mi troverai tra le costellazioni. Storie di resistenza picena

Di e con
Emiliano Valente

Le storie della resistenza picena tra Settembre del 1943 e Marzo del 1944. Il racconto dei fatti, della cronaca, degli umori, della violenza, dei rastrellamenti, delle battaglie, della fatica, della poesia, dell’utopia, del sogno. Il racconto di chi ha scelto da che parte stare, di chi ha scelto di stare dalla parte giusta. In un cielo immaginario un attore in scena disegna storie, volti, carri e carri armati, bilance senza equilibrio fra giusti e i cattivi. Lì nelle costellazioni tornano i volti, le storie di chi ha combattuto per la libertà, lì tra le costellazioni l’idea di un paese libero torna a prendere vita.

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